Succede che ti chiedono di occuparti della formazione ma tu non sai neppure da che parte iniziare perché sei agente immobiliare mica formatore. Accetti e vai alla ricerca di storie di successo da portare ad esempio e, navigando in rete, la tua attenzione cade su una foto: tante pecore al pascolo in una vallata con tramonto mozzafiato.

Clicchi e si apre un articolo che parla del Teatro Andromeda. Così scopri che non erano pecore bensì le sedute di un teatro open air ideato e costruito tutto in pietra con le sue mani da Lorenzo Reina, un pastore siciliano.

Lorenzo osservando le sue pecore al pascolo ha pensato di fare di quello scenario un teatro: 108 cubi di pietra formano la platea e sono l’esatta proiezione della costellazione di Andromeda. Questo luogo è talmente unico da aver portato Lorenzo Reina ad esporre alla biennale di architettura di Venezia.

Succede che questa bella storia e questi luoghi ti conquistano e decidi che il Teatro Andromeda sarà una tappa del tuo prossimo viaggio.

E’ un assolato pomeriggio di settembre quando lasciamo la Scala dei Turchi e ci dirigiamo a Santo Stefano Quisquina. Poco più di 70 km tra vigneti e aranci finché iniziamo a salire e la strada non è così bella come il panorama. Spesso siamo costretti a rallentare per i tornanti o per schivare le buche dell’asfalto...talora per fare attraversare un gregge. Mano a mano che si sale la temperatura scende e la vegetazione regala un’aria che profuma di pulito. Ci precipitiamo in albergo a lasciare i bagagli...non c’è tempo per la doccia perché per nessuna ragione al mondo vogliamo perderci lo spettacolo del tramonto visto dal Teatro Andromeda. Parcheggiata l’auto, percorriamo un breve sentiero tra cespugli carichi di more, alberi di fichi e filari di viti estasiati dalla luce che preannuncia quello che diverrà uno splendido tramonto.

Non è possibile descrivere la sensazione una volta entrati in questo luogo sperduto tra quel nulla che è tutto. Saliamo una scala in pietra che permette l’accesso passando sotto un piccolo arco, in lontananza le note del tema di “Shindler’s list”. Ci sediamo con rispetto sui cubi di pietra e osserviamo il cielo che cambia colore man mano che il sole scompare tra i monti sicani.

È il luogo più mistico dove io sia mai stata, è la luce più bella che io abbia mai visto. E stai in silenzio perché non vuoi “sporcare” quell’opera d’arte unica al mondo.

E ti senti felice perché per qualche minuto sei stata sul tetto del mondo.

_GIUSY_

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